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Uomini che affrontano la paternità…

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codice giallo, allarme rosso

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Si sa che la prima regola è mai non farsi prendere dal panico e noi infatti non ci siamo fatti prendere dal panico, ci siamo solo spaventati, un pochino. E non è stato tanto il tanto sangue quanto l’assenza di ferite visibili che ci ha fatto portare il biondo (aka duepuntozero) al Meyer di giovedi sera.

Il poveretto barcolla, non molla e talvolta caracolla. Diciamo che ha un’andatura briaca. Stavolta, secondo me, anche a causa di un palloncino che lo ha tratto in inganno, non ha messo proprio bene le mani avanti e ha incontrato violentemente il pavimento in cotto. Tranquilli, il pavimento non si è scheggiato. Nemmeno il ciuccio si è rovinato. Tuttavia a causa della fiumana di sangue che ha cominciato a sgorgare si è un pò macchiata la maglia. Read the rest of this entry »

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Written by Babbo Leo

novembre 30th, 2009 at 7:29 am

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Staminali nel freezer

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(quanto segue ha pretesa di esperienza personale e non di valore scientifico)

allora mi sono deciso,
ho fatto congelare le cellule del cordone ombelicale del mio secondogenito. Non so se quando è nato il primo si poteva fare, di sicuro so che non ci avevo pensato. Come al solito le cose nascono dal caso, a pranzo al mare il mio babbo mi dice che una lontana cugina lo ha fatto per il suo primogenito e che ha fatto tutto via internet e che costa 3mila euro. Accidempolina, (in realtà più volgare) dico io. Non ci avevo più pensato, meglio rimediare. Credo che alla base, come nella teoria di Michael Moore in Bowling Columbine, stia il regime di terrore. Potrei mai sopportare che capiti una situazione in cui i miei figli abbiano bisogno di una fottutissima cellula staminale e io mi ero scordato di metterle in un supercongelatore?

Non sono uno scienziato e non mi occupo di medicina o biologia, non so scientificamente e esattamente cosa si può far oggi con una milionata (il numero non è a caso, mi hanno detto che più o meno ce ne sono un milione) di cellule staminali. Non so quante probabilità ci siano di averne bisogno. So però che di la sfiga ci vede benissimo e che i soldi che possono servire a stare un pò meglio o a provare a stare un pò meglio sono ben spesi. Allora penso che domani si potrà fare con una cellula staminale molto di più di quello che ci si può fare oggi. E allora sospendo il giudizio, tiro fuori subito duemiladuecento,00 euro e per i prossimi trent’anni mi garantisco la possibilità di decidere se voglio utilizzare qualche etto di cellule per uno dei miei figli.

Purtroppo la normativa vigente non aiuta a fare chiarezza, in uno dei mille decreti milleproroghe e riprorogato dal Governo Berlusconi si tratta della delicata materia. Ad oggi (a fine Luglio per la precisione) si manda un’autocertificazione via fax al CNT (Centro Nazionale Trapianti) (modulo informativo) loro dopo 2 giorni mandano il loro nullaosta al trasporto all’estero. Si, all’estero. Perché la legge non prevede la conservazione in Italia per fine autologo (cioè per sé stessi) ma solo eterologi (cioè a fini di ricerca). Morale della favola? A regola in Italia non si potrebbe, però conservandole all’estero si può. Tutto ciò vi stupisce? (questo il testo di legge – ordinanza Turco)

Una volta ottenuto l’ok del CNT ci vuole l’ok della direzione sanitaria dell’Ospedale dove avverrà il parto. Non è un problema, ne fanno a decine. Anzi pare che l’aumento del carico di lavoro nella procedura del parto (circa mezz’ora in più) stia comportando qualche movimento di chi deve effettivamente eseguire la raccolta.

A fine parto vi ritrovate con una scatola di cartone con dentro una scatola di polistirolo con dentro un barattolo di plastica con dentro una busta con dentro del sangue, il tutto circondato da ghiaccio, il ghiaccio che ci portiamo nel frigorifero portatile, che pare garantisca 72ore di basse temperature. A questo punto chiamate chi dovete chiamare, arriva un corriere e porta il tutto a destinazione. Finito. Non vi resta che sperare di dimenticarvene. Meglio sarebbe no?

Resta solo una domanda, per scongelarle vanno messe nel microonde?

p.s.
solo a onor di cronaca, il mio estero è molto vicino, le conservano a San Marino, questo il sito dei miei congelatori. Sono molto gentili e disponibili. Io li ho scelti perchè sono (di fatto) in Italia e perchè hanno entrambe le certificazioni utili in merito, quella richiesta in USA (Netcord-FACT) e quella richiesta in Europa (JACIE).

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Written by Babbo Leo

settembre 16th, 2008 at 4:21 pm

Posted in medicina

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