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Uomini che affrontano la paternità…

Archive for the ‘asilo nido’ tag

Inserimento al Nido

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Lo sapevo ma magari avevo dentro di me qualche speranza che stavotla avrebbe potuto essere diverso. I primi timori sono iniziati quando abbiamo appreso (con una mail!) dal Comune di Firenze che duepuntozero era stato preso all’asilo nido. Sapevamo che dopo la prima gioia ci saremmo trovati di fronte al periodo dell’inserimento.

Con unopuntozero non credevamo ai nostri occchi, il piccolo andava bene ma ci sarebbe voluto comunque un mese per rispettare il programma, uguale per tutti, di inserimento. Magari nel 2009 c’erano novità.
Quest’anno abbiamo fatto 5  giorni prima il colloqui con i maestri dell’asilo. Prima ci hanno fatto un pò di domande su duepuntozero, che tipo è, che carattere ha, come mangia, come dorme, come beve e così via. Poi ci hanno fatto vedere il piano di inserimento, un simpatico foglio stampato e chiaro.

Si inizia il 9 settembre con un’ora e un quarto assieme al genitore e così tutta la settimana. La prossima passo in avanti e il genitore si può allontanare, sempre per un’ora. Chissà dove potrò andare. Poi via via lemme lemme e aggiungendo un ora alla volta si arriva al 12 ottobre giorno in cui il nano sarà a tempo pieno un bambino dell’asilo. Quindi per oltre un mese occorre comunque prevedere le solite alternative tipo babysitter e nonni.

Dopo quindi 33 giorni l’ inserimento sarà completo (e irreversibile?). Ho provato a chiedere se, nel caso in cui il piccolo fosse già a suo agio, tale periodo può esser  ridotto. Ovviamente ho ricevuto in risposta un NO piuttosto scandalizzato.

Io non sono un pediatra e nemmeno uno scienziato dell’educazione e quindi non ho le basi per discutere questo piano. Però mi chiedo, come mai agli asili privati tale tempo è dimezzato? Non credo sia una distinzione tra pubblico e privato, ad esempio so che agli asili di Torino il piano è di 15giorni.

Al vostro asilo quanto ci mettono? Sono più bravi?

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Written by Babbo Leo

settembre 10th, 2009 at 7:12 am

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Figli e tasse (2008)

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Quali sono le detrazioni previste per i figli a carico per il 2008? Premesso che non sono un esperto ma cercando in rete è abbastanza facile trovare:

Figli a carico
Per ciascun figlio a carico il fisco prevede una detrazione base di 800 euro. Tale cifra aumenta di 100 euro per i figli al di sotto dei tre anni. Va specificato che tali detrazioni sono teoriche e si riducono in proporzione all’aumentare del reddito del richiedente fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95 mila euro.
Per essere considerato a carico il figlio nel 2008 non deve aver prodotto un reddito superiore a 2.840,51 euro.
Per le famiglie più numerose (più di tre figli) il fisco riconosce un’ulteriore detrazione di 1.200 euro. La detrazione è infine aumentata di 220 euro per ogni figlio portatore di handicap.

Asili nido
E’ possibile detrarre il 19% delle spese sostenute per il pagamento della retta dell’asilo nido fino ad un massimo di 632 euro per ciascun figlio.

Babysitter e colf
La deduzione massima per i contributi previdenziali e assistenziali versati per babysitter e colf è di 1.549,37 euro.

Trasporti
Per i figli a carico, quest’anno è possibile detrarre il 19% per le spese di acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. L’importo su cui è possibile calcolare lo sconto deve essere pari al massimo a 250 euro.

Sport per bambini e ragazzi
Si possono detrarre fino a un massimo di 210 euro per ciascun figlio (tra i 5 e i 18 anni) le spese sostenute per l’iscrizione annuale ad associazioni sportive, palestre e piscine.

Queste sono le principali. Sicuramente non ho la competenza per esprimere un giudizio completo ma nel mio piccolo  trovo ridicola la detrazione per l’asilo nido, massimo 632 euro. Ma quanto si spende in un anno di asilo nido? I prezzi variano da asilo a asilo, comunale, privato etc… Nel nostro caso si parla di circa 500 euro mese, moltiplicato 10 mesi = 5000 euro l’anno. Il 19% di 5000 è = 950 ma la detrazione massima è 632 euro pari al 12,6%. In pratica risparmio 632 di tasse. Indipendentemente dal reddito. In teoria l’asilo nido si paga in funzione del reddito, ma NON quello privato. Quindi, seguendo una banale logica di equità sociale mi chiedo perchè queste spese non siano deducibili anzichè detraibili ?????

Differenza tra detrazione e deduzione. La detrazione fiscale è una somma che viene “scontata” dalle tasse dovute: se devi pagare 1000 di tasse ma hai 400 di detrazioni, pagherai 600. La deduzione si applica al reddito imponibile prima di calcolarci le tasse: ho 10000 di reddito imponibile, se ho 2000 di deduzioni il mio reddito imponibile diventerà 8000 (e su questi 8000 pago le tasse).

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Written by Jago

maggio 29th, 2009 at 2:22 pm

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ASILO (POLITICO?)

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chiedo asilo (nido)

chiedo asilo (nido)

Ma vostro figlio va al nido comunale?

Secondo il sole24ore che rilancia una inchiesta di CittadinanzaAttiva:

In Italia gli asili nido sono cari e difficilmente accessibili: più di tremila strutture e 130.244 posti disponibili in 1.388 comuni (il 17% dei municipi italiani) non coprono le esigenze delle famiglie con un bambino da zero a tre anni. Nonostante il numero dei nidi comunali sia cresciuto, un quarto dei genitori che richiede l’iscrizione rimane in lista d’attesa(…)

Un nucleo familiare con un reddito lordo annuo pari a circa 44.200 euro spende 3mila euro per la retta scolastica del proprio bambino. Un costo che ammonta a circa il 10% della spesa media mensile totale e ha un’incidenza del 6,5% sul reddito lordo disponibile (e di circa l’8,5% su quello netto) se si considerano 10 mesi di frequenza a tempo pieno.

I dati sono contenuti nel dossier sugli asili comunali in Italia dell’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva: una ricerca condotta in tutti i capoluoghi di provincia che evidenzia le gravi carenze del nostro Paese nell’ambito delle politiche familiari per cui si investe solo l’1% della ricchezza nazionale, nettamente al di sotto della media dell’Unione Europea pari al 2,1 per cento. Cifre che se accompagnate a quelle dell’alto tasso di disoccupazione femminile, lasciano comprendere la difficile possibilità di accesso agli asili comunali: solo per il 6% dei bambini. Altrove come in Francia, Irlanda e Danimarca le percentuali salgono 38% e al 64%. Una situazione peggiore è riscontrabile solo in Spagna (5%) e in Grecia (3 per cento).
(Dal SOLE24ORE)

Indagine completa  di CIttadinanza Attiva su asili nido (luglio 2008)

Il livello di servizio offerto dai Comuni è sicuramente alto in termini di qualità, purtroppo altrettanto non può dirsi della ricettività.
Anche se la toscana (in media) è al terzo posto per la percentuale di bambini che riesce ad accogliere siamo ancora lontani dalla soddisfazione.

La tabella su Firenze è eloquente, solo il 14% dei potenziali fruitori di asili nido ha speranza di essere effettivamente iscritto a un asilo del Comune di Firenze, mentre l’obiettivo europeo è del 33% (pag 42 del rapporto)

Certo non è che oggi si possa con la bacchetta magica risolvere il problema degli asili però magari nel corso del tempo e volendolo fare la situazione la possiamo migliorare.

Potremmo costruirne di nuovi?
Potremmo incentivarne di privati?
Si potrebbe anche risolvere il problema applicando un Modello Erode (ma non so se il proponente sarebbe rieletto)

Firenze (pagina 48 del rapporto) è 69° (sessantanovesima) su 98 nella classifica della percentuale delle domande di iscrizione agli asili nido soddisfatte (anno 2006/7) dei capoluoghi di provincia italiani.
Il punto è che per ogni bambino a casa con lui sta anche una mamma che deve rinunciare alla propria professione, alla propria carriera e anche agli introiti economici che un lavoro porta.
La fatica per chi resta fuori dalla classifica comunale non è solo economica, rinunciare ad uno stipendio.
C’è il costo maggiore che si deve sostenere se si vuole tentare di passare ad un asilo privato, costa circa il 30% in più.

C’è altrimenti una fatica che vien di solito caricata sul resto della famiglia in termini di rinuncia a un eventuale secondo o terzo figlio. C’è il carico per eventuali nonni che si rendano disponibili a badare ai piccoli, comunque magari non possono farlo a tempo pieno. e poi vogliamo che i Bamboccioni continuino a farsi aiutare dai genitori?


Insomma stare fuori dalla classifica ha un costo sociale assai elevato, molto più caro del costo della babysitter.

Che dite, ce la facciamo a far cambiare le cose?

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Written by Babbo Leo

settembre 22nd, 2008 at 5:29 pm