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Uomini che affrontano la paternità…

gioco di sguardi

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Non è quello per cui vi vantate con gli amici, con cui avete modo di dimostrare la vostra virilità o magari quello con cui avete agganciato e poi conosciuto vostra moglie.

Quello a cui faccio riferimento è lo sguardo di riconoscimento, mutua complicità e consapevolezza che passa tra un padre A che spinge una carrozzina B e un padre C che spinge una carrozzina D.  

Corrono tra i due, sguardi dapprima indagatori della condizione esteriore dell’altro, che poi è tendenzialmente la stessa: scarpe comode, pantaloni comodi, maglietta macchiata dai vari vomitini e ruttini, a volte cuffie o auricolare del telefono all’orecchio. I due si incrociano per strada o in un negozio e si guardano, si guardano perché si riconoscono. Sanno che fanno parte della stessa specie. Sono frutto di secoli di selezione e che solo le continue migliorie della razza hanno consentito a loro di esistere, e di riprodursi.

Lo sguardo indagatore, una volta appurato il riconoscimento, diventa uno sguardo complice. Le madri, in quel momento assenti, potranno essere bionde o more, ma sicuramente saranno assai simili nel comportamento con i rispettivi compagni. I padri questo lo sanno e se lo trasmettono in un attimo. Potrebbero anche a quel punto andar a prendersi una birra assieme, anche alle 10 di mattina, e potrebbero raccontarsi per ore le rispettive vite senza stupirsi se non delle affinità che emergerebbero via via.

Potrebbero ma non lo fanno. Perché il dovere li chiama. Infatti dopo pochi attimi ritornano alla realtà e quasi si rattristano ma non troppo perché in fondo sono orgogliosi di dimostrare al mondo che loro sono babbi moderni e sono in grado di badare ai figli tanto quanto le mamme. Di fatto non si fermano, tutto è stato molto veloce e rapido, quasi indolore, raramente se ne serberà la memoria se non per poche ore.

Continuano allora per la loro strada confidando di essere dei buoni babbi, perchè tutti possono essere dei buoni babbi.

“…E così io guarderò te con i tuoi occhi
e tu guarderai me con i miei…”
(J.L. Moreno – Einladund zu einer begegnung, Vienna 1914)
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Written by Babbo Leo

giugno 20th, 2009 at 6:11 am

Posted in famiglia

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