BabbiBabbi

Uomini che affrontano la paternità…

Possibilità. Prevenire è meglio che curare. Macchè!

with 6 comments

Serata casalinga, sai la novità. Matteo vuole la sua storia, la vuole dal libro che Francesco sta distruggendo: La Bibbia e la storia di Gesù, raccontate ai bambini (edito La Repubblica). Non sono così entusiasta… ma insomma se vuole una storia gliela leggerò. Certo è che il padre moderno, cresciuto all’ombra – o meglio alla luce – del concetto “religione oppio de’ popoli”, che si ritrova aspramente laico, agnostico tendenzialmente scettico, incontra problemi etici non indifferenti in casi come questo. Ma la storia va letta e letta sarà.

La creazione! Già ho i brividi…
Non c’era nulla, divisione luce dalla tenebra…
Veloci le domande m’assalgono la mente: “ma che vado raccontando a mio figlio? Che Gesù è morto dal sonno? Cazzo e se poi ci crede a questa fandonia della luce e della tenebra, i 7 giorni… Lo rimbecillisco.
Che devo dirgli di questa storia?” In breve la soluzione mi balena in testa: “Matteo questa storia non parla di come è nato il mondo, ma di come si vive al mondo!” Mi sento orgoglioso, divido reale da morale, chiudo la porta alla fantastoria creazionista e lascio aperta quella sulla fede se il piccolo ne avesse voglia non sarà limitato certo da me – considerate anche le convinzioni eterogenee della famiglia in merito.

Vado alla grande alla prima domanda ho la risposta; la madre che ascolta non potrà che meravigliarsi della mia saggezza. La storia della Creazione all’incirca è piuttosto nota e solo Matteo pare esserne all’oscuro, ad esempio è molto sopreso quando indico la figura di Adamo ed Eva e mi rivolge: “Ma sai tutti i nomi!” …beh modestamente.

Nel frattempo Francesco, da vero entrante, spinge e s’avvicina al libro, indica velocemente una figura appresso all’altra urlando arrabbiatissimo: “MAMMA!” “Non sono la mamma, antilope.” “MAMMA!” “Non sono la mamma, leone.” “MAMMA!” “Non sono la mamma, elefante.” “MAMMA!” “Non sono la mamma, Adamo.”
Fra uno schiamazzo e l’altro s’arriva alle raccomandazioni divine: “Tienti lontano dai frutti dell’albero della scienza, del bene e del male! Se non lo farai tu morirai!” La madre sorpresa: “MORIRAI?” “Eh sì dice così”. La madre al di là della sua particolare visione religiosa è molto attenta a quanto trasmesso ai bimbi; tende a preservarli operando costruttiva censura su quello che possono vedere e sentire …sapete ha studiato per questo. Sicuramente sta rabbrividendo per queste parole, immaginava certamente che la storia della Creazione per bimbi fosse edulcorata.

Ma non è finita. Continuo a leggere in attesa del mio momento (“Matteo, questa storia non parla di come è nato il mondo, ma di come si vive al mondo!”) e s’arriva al finale: “Così Adamo ed Eva vivevano in pace nel loro Paradiso: felici e contenti, senza patemi d’animo, senza pensieri, senza dolori, senza sapere cos’è bene e cos’è male!” Che poteva dire a questo punto il padre moderno, aspramente laico, agnostico e tendenzialmente scettico che si pone problemi etici? “Ecco qua! Due idioti!”

Cazzo s’era anche preparato!

Share

Written by rebeccagin

giugno 9th, 2009 at 9:40 am

Posted in libri

Tagged with , ,

6 Responses to 'Possibilità. Prevenire è meglio che curare. Macchè!'

Subscribe to comments with RSS or TrackBack to 'Possibilità. Prevenire è meglio che curare. Macchè!'.

  1. Carino il tuo modo caro Papà di presentare al tuo fogliolo la storia della Creazione…soprattutto se non ci credi….non a come sia avvenuta la creazione ma a ha chi l’ha voluta.
    Tuttavia è bello e importante credo donare ai propri figli quello che chiedono anche se ha volte si fa un po’ di fatica…d’altronde non bisogna metter su dei cloni che pensino e ragionino come noi.
    Forse essere padri è andare incontro un po’ a quello che è il bisogno dell’altro…non credi?

    max

    10 giu 09 at 15:31

  2. Innanzitutto una preghiera: non chiamatemi papà (di non chiamarmi papi non voglio nemmeno pensare di doverlo dire).

    Beh su certe cose le sicurezze non ci sono e comunque trovo che coi figli sia piuttosto facile passare sopra le proprie convinzioni. Eppoi il facinoroso pregiudizio dell’adolescenza mi ha abbandonato.

    Ma nonostante ciò ho stabilito due principi inderogabili.
    Primo. Forza Viola
    Secondo. Berlusconi è ladro
    (ci sarebbe anche Ferrara ciccione di merda, ma soprassiedo perché nemmeno io ho l’elenco esaustivo di tutti i servi)

    rebeccagin

    10 giu 09 at 15:41

  3. Rebeccagim…perchè ti da fastidio un appellativo così bello?
    Papà…..evova la pienezza, la familiarità, l’intimità…non trovi?
    Quando i tuoi figli ti chiamano così cosa fai? un tormento continuo?
    Comunque come procede la lettura della Genesi?
    Il tuo figliolo ha cambiato genere o ti chiede approfondimenti? Oppure si è gia stancato?
    UN saluto Max

    max

    14 giu 09 at 22:44

  4. A me papà non piace. A me piace BABBO. Così chiamavo il mio e così pretendo di esser chiamato dai miei figli. Non mi piace, non mi piace, non mi piace.
    No, la Genesi non l’hanno più voluta sentire, ne riparleremo più avanti non ne dubito. Per un po’ siamo passati all’Iliade. In verità era un ottimo modo per farli addormentare e per un po’ ci siamo anche dilettati a disegnarla con le figure della Pimpa. Poi sono arrivati i Gormiti e hanno sbaragliato il campo. Figlio di Peleo compreso!
    Ma quest’affare dell’Iliade disegnata devo riprenderlo in un modo o nell’altro…

    rebeccagin

    15 giu 09 at 16:03

  5. Babbo è in qualche modo onomatopeico, rapido, ritmico… Uno, due! baBBo!
    Babbo è moderno e rock!
    Papà, pur godendo della medesima ritmica è starnazzante, un po’ irriverente e maldestro nel suo trombeggiare: pa-pà.
    Eppoi tanto simile a Papa, così istituzionale e assoluto.
    Nel caso allora preferirei la nobiltà di Padre.
    “Padre potreste concedermi l’uso del biciclo in libera solitudine, là nei giardini verdeggianti su cui affaccia la Vostra dimora, in maniera ch’io possa prender godimento del vento e della celerità del vorticoso mulinare delle mie gambe e ricercar l’allegra compagnia de’ miei pari?”
    “Figlio, o amato figlio, concederei volentieri l’uso del biciclo, ma tu argomenti dimentico dell’esser pur sempre un’interrotta opera di profano e cieco piacimento.”

    rebeccagin

    16 giu 09 at 10:53

  6. babbo è semplicemente….molto molto toscano….nienet’altro che esageratamente regionale….a mio avviso anche un po’ provinciale, ma se a te piace…!
    Papà sarà pure istituzionale come dici….ma sempre in linea con la giusta autorevolezza che dovredde contraddistinguere ogni Padre…
    Nel caso di Babbo forse il Natale gli è più appropriato…. barba bianca, regali, renne, neve…. prova a farci una bella storiella.. da raccontare ai tuoi bimbi….e il nome Babbo sarà pure divertente

    max

    19 giu 09 at 22:59

Leave a Reply