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Uomini che affrontano la paternità…

Quale è il migliore…

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“Quale è il migliore investimento per il futuro del mio bimbo?”, il solito rompiscatole mi ha posto questa domanda per telefono.
Io, preso alla sprovvista, non ho saputo rispondere, o almeno non ho risposto come il mio interlocutore avrebbe voluto, con sommo disappunto sia mio che suo.

Una volta conclusa in modo infruttuoso la nostra conversazione mi sono messo a pensare, dopo di che ho preso carta e penna (una delle poche sopravvissute al pupo grande che pare avere una vera passione per le penne) e per chiarirmi bene le idee ho buttato giù qualche appunto, trovando varie motivazioni alla mia incapacità di risposta.

Completato il ragionamento mi sono accorto di non essere soddisfatto, infatti non avevo risposto durante la nostra conversazione ed anche ora non avevo una risposta definita; ho quindi provato a cambiare la prospettiva e mi son chiesto: “cosa devo necessariamente sapere per scegliere un investimento per il futuro del mio pupo?
posta in questo modo la domanda sembrava aver più senso oltre che il vantaggio di poter essere trattata in babbibabbi.

Quindi, da dove cominciare? In generale si può dire che fare un investimento è come realizzare un progetto e quindi devo stabilire una serie di priorità:
1.obiettivo
2.orizzonte temporale
3.rischio
4.gestione delle risorse

Per individuare l’obiettivo può essere utile una semplice domanda: “perchè risparmio?” Limitatamente ai partecipanti a questo blog la risposta è semplice: “perchè voglio mettere da parte una somma per il futuro del bimbo/a”.
E’ facile capire che l’obiettivo può essere definito come la causa del risparmio.
Quasi automaticamente definire l’obiettivo mi definisce anche l’orizzonte temporale, in realtà non sempre è così, ma nel nostro caso di giovani(?) padri sla cosa sembra funzionare.
per fare un esempio, io ho un bimbo di 20 mesi e una bimba di sei, se voglio mettere da parte i soldi per l’università so che devo considerare un arco temporale di circa 18 anni.

Bene, chiariti a grandi linee i primi due punti, passiamo al terzo: il rischio, o meglio il profilo di rischio dell’investitore; e qui entrano in gioco svariati fattori di natura psicologica.
Per stabilire il proprio profilo di rischio una persona deve per prima cosa conoscere molto bene se stessa, la propria capacità di reazione alle avversità, e la propria capacità di soffrire.
Credo che una domanda utile possa essere “per quanto tempo e per quale ammontare posso sopportare una posizione in perdita?” .
Una risposta onesta a domande simili è un primo passo verso la scelta di un buon investimento, considerando che quando parlo di “buon investimento” non intendo il più remunerativo ma quello più adatto al vostro carattere.
Un altro piccolo aiuto per individuare il vostro profilo di rischio può essere utile un semplice schema

A: 0,5   -0,1  0,4  0,8  1  1,2

B: -0,5  3  1,5  4  1  2

Non concentratevi sui numeri ma sulle oscillazioni da peridodo a periodo, questo vi può essere utile per orientarsi verso prodotti più o meno volatili e quindi più o meno rischiosi.
Un piccolo consiglio, una volta individuato il vostro profilo di rischio, e vi garantisco che è molto più complicato di quanto ho schematicamente indicato io, cercate di sovrastimarlo, questo per mettervi al riparo da errori di valutazioni riguardanti le vostre capacità personali.

Affrontiamo infine l’ultimo punto, la gestione delle risorse.
Il concetto è semplice, quando vi date un obiettivo dovete aver la forza economica di raggiungerlo;
cioè il vostro obiettivo deve essere realistico e relizzabile, questo non vuol dire che lo raggiungerete sicuramente, ma almeno le possibilità teoriche ci sono.
Se la vostra capacità di risparmio, finalizzata all’obiettivo, scelto è di 50 € al mese non tentate di fare investimenti più onerosi, attratti casomai da rendimenti potenziali più elevati.
Cercate di essere coscienti della vostra capacità e tenendo sempre presente che gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo.

Bene, sono arrivato alla fine del ragionamento, immagino che il rompiscatole citato all’inizio non sarà contento lo stesso, ma conoscendolo non lo sarebbe stato in alcun caso, quindi va bene così.

Vi lascio con una storiella che ho letto ho letto in un libro di moni ovadia e che credo dia più utile di mille discorsi.

Yankele un giorno si reca in visita da Moishele e vede alla parete della casa dell’amico un certo dipinto. Gli piace, e detto fatto: “Moishele, è davvero bello questo quadro. Mi piacerebbe averlo, me lo vendi?”.
E Moishele: “Ma sai, l’ho comprato da poco, mia moglie ci tiene, e poi guarda che l’ho pagato centocinquanta dollari”.
Yankele insiste: “Senti, offro duecento dollari”.
Moishele accetta: “Va bene, prendilo pure”.
Così Yankele se ne va col quadro. Appena la moglie di Moishele lo viene a sapere s’imbestialisce: “Stupido che sei, se quello lì ti ha offerto cinquanta dollari in più chissà che valore ha quel quadro!”.
Moishele si rende conto che la moglie non ha torto, così si reca da Yankele e gli comunica: “Sai, mia moglie mi ha fatto una scenata, rivuole il quadro, te lo dicevo che ci tiene”.
E Yankele: “Capisco, il fatto è che ora anche mia moglie ci s’è affezionata…”.
Moishele offre: “Ti do 250 dollari, ci stai?”.
L’altro replica: “Quand’è così, prendilo pure”.
Quando Moishele se n’è andato col dipinto, rincasa la moglie di Yankele e chiede del quadro. “Sai,” spiega Yankele: “Moishele lo rivoleva, gliel’ho dato e ci ho pure guadagnato un cinquanta”.
“Cretino!” esclama la moglie. “Magari quel quadro vale una fortuna e te lo sei fatto soffiare. Recuperalo subito!”.
E così via. Yankele a Moishele: “Ti do trecento”.
Moishele a Yankele: “Ti do quattrocento”.
“Cinquecento”.
“Seicento”.
Gira e rigira, i due amici arrivano ai duemila dollari. E qui accade un fatto nuovo: Moishele ha per l’ennesima volta ricomprato il quadro da Yankele e se lo sta riportando a casa sua, quando un tizio per strada scorge il dipinto e lo interpella: “Scusi, questo quadro, sa, è bellissimo. Me lo vuole vendere?”.
Moishele obietta: “Non posso, vede, mi è costato caro: ben duemila dollari”.
L’altro non demorde: “Gliene posso dare tremila in contanti, sull’unghia”.
Inutile dire che Moishele accetta. Così quando Yankele si ripresenta da lui per ricomprare il quadro, non lo trova più ed esclama: “Ma come, dov’è il quadro? Te lo voglio ricomprare, ti faccio un’offerta cui non potrai dire di no”.
Moishele spiega: “Mi spiace, non ce l’ho. Me lo portavo a casa, un signore l’ha visto e mi ha offerto un tremila. Visto che affarone che ho fatto? Non per vantarmi, ma da buon ebreo ho il senso degli affari…”.
E Yankele, disperato: “Ma pezzo di disgraziato, che specie di ebreo credi di essere? Sei solo un deficiente! Vendi il quadro proprio quando noi due stavamo guadagnandoci su così bene!!!”.

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Written by principebabbo

giugno 2nd, 2009 at 4:40 pm

4 Responses to 'Quale è il migliore…'

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  1. Ma sei matto?!? Dopo le prime 5 righe mi sono già confusa!!!! Già non è materia facile… Voglio la foto di Duccio che colleziona penne..!

    brindellone

    2 giu 09 at 21:20

  2. mitico principe, non solo hai postato, ma hai anche successivamente editato il post. Ho le lacrime agli occhi.

    babboleo

    3 giu 09 at 18:03

  3. ma veramente io non ho fatto nulla, pensavo che in uno slancio di compassione l’avessi fatto te

    principebabbo

    3 giu 09 at 19:35

  4. scoperto l’arcano, è stato babbo mac.

    grazie

    principebabbo

    3 giu 09 at 19:38

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