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Uomini che affrontano la paternità…

Pane e Acqua ? IO NON CI STO!

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E’ di questo periodo la crescente polemica sui bambini di alcune mense scolastiche lasciati a pane e acqua perchè i genitori NON avevano pagato le rette. Sui giornali e media se ne sono sentite e lette di tutti i colori. Personalmente, ho vissuto le notizie in maniera incredula, non credendoci fino in fondo, ma pensando “ai soliti giornalisti” che esagerano. Forse non volevo pensarci. Oggi ho cambiato idea.

Oggi sul sito de ilsole24ore è apparsa la notizia di un anonimo benefattore che ha saldato il debito di alcune famiglie e si è offerto per garantire la copertura fino alla fine dell’anno scolastico. In seguito a questo gesto ci sono state alcune famiglie, regolarmente paganti, che hanno manifestato CONTRO il benefattore. Più che il gesto del benefattore, mi ha colpito la sua lettera. Ritengo necessario, indispensabile portarla all’attenzione di quante più persone possibile.

Ecco la lettera. E mi trova d’accordo su tutto.

Ed ecco un altro contributo che mi è stato segnalato. Buone riflessioni.

Dall’Unità del 23 marzo 2010 – articolo di Concita De Gregorio:

Qualche volta mi è capitato di dimenticare le rette scolastiche. La mensa, soprattutto. Quando i figli sono tutti piccoli, bollettini diversi scadenze diverse: le portano a casa negli zaini dicono mamma tieni, uno appoggia distratto il pezzo di carta sulla mensola, poi magari non si trova più, si perde in mezzo ad altre carte. Si paga in ritardo, con la penale, senza decreti ovviamente, e finisce lì. La prossima volta si sta più attenti. Non si pensa mai – e questo dipende dal fatto, credo, che siamo cresciuti, la mia generazione è cresciuta in un Paese dove la scuola pubblica specie quella elementare era fantastica, la cura dei bambini un bene superiore condiviso – che le colpe dei padri possano ricadere sui figli. C’entrano anche certi insegnamenti primari, certo, tipo questo. Perciò non succede niente, se un padre dimentica di pagare una retta di certo la scuola farà in modo che il bambino non sia neppure sfiorato da un pensiero che non saprebbe concepire. Se – più grave, più triste – i genitori non possono, invece, pagarla, la scuola – il comune, l’ente pubblico, lo Stato – si fa carico della debolezza dei grandi e protegge i piccoli. È ovvio che quando i bambini si siedono a tavola, a mensa, devono avere nei piatti tutti la stessa pasta al sugo. Non c’è nemmeno bisogno di spiegare perché. Perciò ci saranno cose più gravi ma mi dispiace, non riesco a pensare ad altro che a quei nove bambini che lunedì si sono seduti ai piccoli tavoli spostando le piccole sedie, hanno aspettato che arrivasse come ogni giorno la signora con carrello e hanno visto la pasta nei piatti degli altri, il pane nel loro.Scuola elementare di Montecchio Maggiore, provincia di Vicenza. Il comune (Lega, Pdl) aveva avvisato: questa la spiegazione. Sette bimbi stranieri, due italiani: pane e acqua. Riuscite a immaginarvi di avere sei anni, sedervi a tavola coi compagni, vedervi porgere un pezzo di pane, la pasta nei piatti degli altri e i loro sguardi su di voi? Sentire il compagno che chiede «perché tu mangi il pane», e non sapere cosa rispondere? Provate ad andare a ritroso negli anni, a mettervi in quelle scarpe e quei grembiuli: che cosa fareste? Piangereste, restereste in silenzio, mangereste il panino, dareste una spinta al compagno rovesciando il piatto? Ma che paese siamo diventati? Ma cosa ci è successo? Ma come è possibile che abbiamo smarrito persino l’istinto a tutelare l’innocenza, la cura dello sguardo di un bimbo, il suo valore? Cosa ci stiamo a fare, di cosa parliamo se non sappiamo sentire e insegnare questo? Da dove possiamo ripartire se non da qui? Il resto, tutto il resto, ne consegue. Mille posti in meno alla Fiat, altre mille famiglie che presto non potranno pagare le rette. Andate a cercare la notizia nei giornali, nei tg. Cercate bene, poi fateci sapere. A qualcuno interessa se da domani ci saranno mille posti di lavoro in meno? Non tocca mai a noi, non è vero? Sono storie di poveri, una minoranza. E se nostro figlio è compagno di banco e di classe dei nove a pane e acqua alla fine sarà meglio cambiargli scuola, che magari poi fa domande a cui non sappiamo rispondere. È così imbarazzante sentire i bambini che domandano perché. Diamogli la play station, così stanno zitti.

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Written by Jago

aprile 13th, 2010 at 3:50 pm

Posted in mangiare,scuola

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5 Responses to 'Pane e Acqua ? IO NON CI STO!'

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  1. Dal Verbale della riunione del Comitato dei Genitori, martedì 13 Aprile.

    “Purtroppo comunque il problema della messa in sicurezza dei locali della scuola va ben oltre gli spazi del sotterraneo: le classi sono da tempo sovraffollate (e la legge prevede un ulteriore aumento di alunni per classe), spesso sono costrette ad accogliere bambini di classi senza supplenti, gli impianti sono vecchi e la mancata possibilità di chiudere o abbassare il riscaldamento spesso rende l’ambiente poco vivibile. La mensa non è insonorizzata, e la qualità e la quantità del servizio non sono soddisfacenti, anche in vista dell’aumento delle tariffe deciso dal Comune a partire dal prossimo anno scolastico insieme all’aumento di tutti gli altri servizi scolastici (trasporto, prescuola ecc) ed alla chiusura di importanti servizi come il centro di alfabetizzazione Giufà (http://www.comune.fi.it/centrialfa/index.html).”

    Tanto per gradire.

    rebeccagin

    14 apr 10 at 13:23

  2. Il liceo di mia figlia è uno storico liceo fiorentino, in centro a pochi passi dal Duomo.
    E’ un edificio storico, certamente difficile da manutenere.
    Sono entrata in quella scuola la prima volta quest’anno al primo colloquio dei genitori.
    La classe al secondo piano era ampia a spoglia, e vabbhè.
    I banchi sberciati e vabbhè.
    Le sole due carte geografiche obsolete e sciupate e vabbhè.
    Ma le pareti… oddio le pareti.
    Erano nere, come se nella classe ci fosse un focolare.
    Nere così di certo almeno da 10 anni non vedono una imbiancatura.
    Che tristezza, che degrado.
    -
    Sicua che la scuola non puo’ spendere soldi per l’imbiancatura ho chiesto se fosse possibile imbiancare noi genitori.
    Ma non si puo’.
    Ci sono problemi ocn le assicurazioni, le autorizzazioni.
    Io invece credo molto nel volntariato e nell’associazionismo.
    Se i genitori fossero autorizzati ad operare per contribuire alla manutenzione delle scuole tante cose potrebbero realizzarsi.
    -
    Forse non è giusto ma sarebbe sicuramente efficace, ognuno con le proprie capacità contribuire.
    -
    Perchè no?

    75840243

    14 apr 10 at 15:41

  3. Fermo restando che non mi pare giusto, alla scuola elementare di mio figlio i genitori hanno imbiancato.

    rebeccagin

    15 apr 10 at 11:32

  4. Siccome non c’è limite al peggio… l’anonimo benefattore di Andro, non più anonimo, rischia il linciaggio dagli altri genitori.
    “Nessuna buona azione resterà impunita” dice lui.
    Qui la gente ha davvero perso il senso delle cose.

    Papà Alto

    15 apr 10 at 16:50

  5. [...] mensa che aveva lasciato a “Pane ed Acqua” alcuni alunni ne avevamo parlato qui, riprendendo la notizia di un benefattore che aveva saldato il debito denunciando con [...]

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