BabbiBabbi

Uomini che affrontano la paternità…

Sboccato

without comments

L’altra sera m’è capitato di leggere un’interessantissima intervista di Giovanni Morandi cui ha collaborato Giulia Bonezzi su La Nazione, il nostro quotidiano cittadino che ha compiuto da poco 150. E ancora si cerca di capire come faccia a non esser morto e sepolto. L’intervista è al Ministro Gelmini e qui di seguito la riporto. Pensate che mi sono addirittura iscritto al servizio di vendita online de La Nazione per ritrovarla. Beh andiamoci piano, alla prova per una settimana e per quello che mi serviva basta e avanza.Come si noterà l’audace intervistatore pone 14 domande di scottante attualità al nostro Ministro che come suggerisce il titolo vien definita “Sfida riforme”. Forse 14 domande non erano sufficienti a far chiarezza sulla montagna di problemi che sta affrontando la scuola in questo momento: tagli all’organico, tagli alle spese, mancanza di supplenti, enormi difficoltà per quei bambini che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno come può risultare da qui, qui e qui, ma il nostro valido Giovanni Morandi coadiuvato da Giulia Bonezzi su La Nazione ce l’ha messa proprio tutta.

LA SFIDA RIFORME

“Merito, impegno e doveri: la scuola sta già cambiando”

Il ministro Mariastella Gelmini a tutto campo: “I prossimi mesi saranno decisivi per il processo di cambiamento”

D – Uno dei ministri più giovani della storia della Repubblica, e alla guida di un ministero sotto i riflettori: non c’è uno dei suoi predecessori negli ultimi decenni, a destra e a sinistra, contro il quale gli studenti non siano scesi in piazza. Quando se ne è resa conto: subito o lungo la strada?
R – “Sono stata consapevole da subito della difficoltà di questo ruolo. Quando il presidente Berlusconi ha scelto me per l’Istruzione sapevo che questo era un ministero ‘pesante’. Nei primi mesi ci sono state molte proteste ma poi gli studenti e gli italiani hanno capito che così non si poteva andare avanti. Questo è un settore complicato. Ma anche quello che ha il più urgente bisogno di riforme”.

D – Ha appena dichiarato guerra ai ‘baroni’ universitari. Riuscirà la riforma da sola a scardinare un sistema di potere così antico e consolidato, o servirà altro?
R- “La riforma è un provvedimento organico, che riguarda l’intero sistema universitario. Contiene una serie di misure innovative e coraggiose. Ma negli atenei c’è bisogno di cambiare mentalità puntando su responsabilità e merito”.

D – La trasformazione del sistema scolastico che ha inaugurato, quanto tempo crede che impiegherà per andare a regime?
R – “I provvedimenti sono operativi. Solo la riforma dell’istruzione superiore entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico. Per il resto già da quest’anno è tornato nelle classi prime il maestro unico prevalente, le pagelle degli studenti sono già state compilate con i voti numerici al posto dei giudizi, che erano troppo vaghi e confusi. Il 5 in condotta è una realtà. I ragazzi sono valutati non solo per le conoscenze ma anche per il comportamento in classe, nei confronti dell’insegnante e dei compagni. E con il 5 sono bocciati. Ma uno sforzo enorme lo stiamo facendo per innovare e digitalizzare la scuola attraverso il progetto cl@ssi 2.0 e le lavagne multimediali. Di queste ne sono state installate 15mila a partire dalle scuola media. Le stiamo distribuendo anche nelle elementari e nelle superiori. Ma c’è ancora molto da fare e nei prossimi mesi saranno centrali i temi della valutazione e del reclutamento”.

D – Si avvicinano i 150 anni dell’Unità d’Italia, e la Lega non sembra propensa a dare risalto ai festeggiamenti. L’educazione può ancora avere un ruolo importante nello stabilire, o mantenere, un sentimento di unità nazionale?
R – “Certamente. La scuola è l’ambiente che aiuta a crescere e formare i cittadini di domani, consapevoli dei diritti ma soprattutto dei loro doveri. Prima ancora che insegnare le tradizionali discipline di studio i docenti hanno il dovere di trasmettere ai ragazzi i valori contenuti nella nostra Costituzione. Per questo ho deciso di inserire in tutte le scuole di ogni ordine e grado una nuova materia, Cittadinanza e Costituzione, che oltre ai temi dell’educazione civica prevede lo studio dell’educazione ambientale, stradale e alla legalità”.

D – L’Italia è il solo Paese in Europa in cui un giovane laureato ha più difficoltà a trovare lavoro rispetto a un non laureato. La riforma universitaria avrà effetti anche da questo punto di vista?
R – “Questo è uno dei pilastri della riforma. I giovani non hanno bisogno di una università autoreferenziale, chiusa in se stessa, che moltiplica corsi inutili non spendibili nel mondo del lavoro. Gli atenei devono avere il coraggio di aprirsi alle imprese e al territorio. Solo così il famoso ‘pezzo di carta’ tornerà ad avere un valore sul mercato del lavoro”.

D – ‘Meritocrazia’ la sua parola d’ordine. Perchè?
R – “Dove prevalgono il merito, il talento e l’impegno non c’è spazio per discriminazioni di alcun tipo. Nè di genere, nè di provenienza sociale”.

D – Lei, giovane e donna, uno dei ministri più fotografati. C’è forte curiosità intorno alla sua immagine. La cosa la infastidisce, le fa piacere, la lascia indifferente, o la considera un ‘male necessario’?
R – “Non mi piace stare troppo sotto i riflettori e non mi piace la mondanità. Capisco però che un ministro è un personaggio pubblico e le attenzioni dei media sono la naturale conseguenza del ruolo che ricopro”.

D – Cosa pensa degli scandali che negli ultimi mesi hanno condizionato il dibattito politico? Esiste una questione morale, non a sinistra o a destra ma nella politica in generale?
R – “Settori del giornalismo e della politica continuano a sperare di sconfiggere Berlusconi attraverso il gossip e attaccando la sua vita privata. Queste persone hanno compromesso l’immagine del nostro Paese nel mondo e non hanno ancora capito che gli italiani giudicheranno Berlusconi e questo governo per le tante cose concrete che ha fatto e che farà. Il tentativo di destabilizzare il paese fallirà”.

D – Come si è avvicinata alla politica?
R – “Mi sono avvicinata alla politica nel giorno in cui Berlusconi è sceso in campo. Nel ‘94 avevo 21 anni e un grande entusiasmo. Avevamo voglia di cambiare questo Paese e così ho iniziato a fare politica nel mio comune. Le idee, ancora oggi, sono le stesse”.

D – Timidi segnali di ripresa dalla crisi. Da bresciana, chi guiderà la risalita della Lombardia: Milano o i distretti imprenditoriali della provincia?
R – “Sarà tutta la Lombardia a ripartire. Come sempre nei momenti di crisi da questa Regione ripartirà lo sviluppo del Paese”.

D – Lei e Milano.
R – “Ho abitato in zona Loreto. Milano è una città fantastica. Sono nata in campagna ma trovo che questa sia una città al tempo stesso vivibile, sempre diversa e con una buona qualità della vita”.

D – Tra i suoi predecessori all’Istruzione c’è Letizia Moratti. Cosa pensa del lavoro che ha fatto? Fosse per lei, la ricandiderebbe per il secondo mandato?
R – “Sì, ha lavorato benissimo. I risultati del suo lavoro, serio e di lungo periodo, saranno ancora più evidenti nei prossimi anni”.

D – E’ diventata ministro prima di compiere 35 anni. Presto si sposerà. Cosa vuol fare dopo, e oltre, il ministro?
R – “Credo che la vita sia più intelligente di noi. Inutile fare programmi. Al momento il mio unico obiettivo è cercare di riformare l’Istruzione in Italia”.

D – La Moratti, dopo aver guidato l’Istruzione, ha fatto il sindaco di Milano. Stesso percorso per la Iervolino a Napoli. E lei? Si vede come sindaco di una grande città?
R – “No, al momento mi vedo nel mio ruolo, quello di ministro dell’Istruzione”.

La Nazione 2 Novembre 2009

Eh che bell’intervista, quanto interesse per l’istruzione. Alla settima domanda già si cazzeggiava. Se interessa il Ministro l’anno prossimo si sposerà, e ha in progetto di pubblicare una bella raccolta di fiabe regionali. Ecco il post di oggi era per questo, per segnalare che l’anno prossimo voi che avete bimbi piccoli potrete comprare il bel libro di fiabe regionali del Ministro Gelmini.
Avrei voluto finire dicendo che i miei Puntozero saranno grandicelli per le fiabe e gli vado in culo al Ministro e al suo libro, ma sfortunatamente questo Ministro nel culo lo sta mettendo a tutti e c’è poco da scherzare.

Finirò allora così, come mi piace ricordare il Ministro.

Share

Written by rebeccagin

novembre 4th, 2009 at 6:34 pm

Posted in scuola

Tagged with , , ,

Leave a Reply