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Uomini che affrontano la paternità…

Tutti a scuola

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Quest’anno Unopuntozero ha ripreso la scuola dalla seconda. Iersera ancora non era sceso dalla macchina dei nonni che già lamentava i compiti non finiti, cercando di affibbiarmene la colpa perché secondo lui non l’avrei messo a farli per tempo. Ho immediatamente glissato per non litigare, ero felice del loro rientro e non volevo certo entrar in trita polemica con quel fannullone bizzoso che è mio figlio maggiore alle prese coi compiti.La sua preoccupazione è comunque cresciuta durante la cena. Me l’immaginavo sarebbe andata così. Unopuntozero è stato capace – una volta in vita sua – di svegliarsi alle 5 di mattina per finire i compiti del weekend. A sei anni! Il bimbo è molto apprensivo, sente il peso di questa responsabilità ma così come succede nei sabato mattina da quando ha preso a considerare i compiti affare noioso, anche durante l’estate non ha fatto sconti preferendo tutto al fare i compiti – che il bravo padre aveva consigliato di svolgere con continuità e poco sforzo giornalmente esclusi i weekend.

Beh a dirla tutta quella dei compiti non finiti, delle presunte osservazioni che in giornata avrebbero fatto i compagni e la maestra, non erano le uniche preoccupazioni, ben piazzata la paura di non trovare la classe giusta: dove avranno messo la II B? Questo genere di preoccupazioni attanaglia Unopuntozero da sempre, situazioni incredibili che non posso non rimettere che nel ambito dell’assurdo. Ricordo che una volta chiedendomi che giorno fosse e avendogli risposto: martedì; ebbe a incalzarmi: “e se la maestra dice che è lunedì?”

Comunque stamani siamo andati a scuola in delegazione: Unopuntozero, Duepuntozero che doveva riprendere l’asilo (con molta meno apprensione e anche minor entusiasmo), Mamma e Babbobabbo. Unopuntozero era visibilmente emozionato per ritrovare i suoi compagni – anche se qualcuno non lo sopporta e sperava di non rivederlo. Le scene di entusiasmo si sono sprecate, appena Unopuntozero è stato scorto dal suo compagno giocatore di calcio è stato assalito. Ho visto quel bambino bello cicciotto che s’è catapultato giù dalle scale e a grandi falcate s’è buttato incollo a Unopuntozero tanto che ho pensato me lo rompesse. L’amichetto subito s’è affrettato a chiedere se domani si vedranno al campo per riprendere gli allenamenti, ma Unopuntozero quest’anno vorrebbe frequentare la piscina per imparare bene a nuotare e quindi niente calcio. Cercando di mettermi in mezzo alla conversazione che già scivolava sull’ansiogena gestione dei compiti estivi, ho chiesto al bambino: “allora domani vai agli allenamenti?” e lui con molta pazienza di rimando m’ha detto: “Per il momento preoccupiamoci di oggi!”

Queste giovani generazioni sono molto preoccupate. E non fanno tutti i compiti durante l’estate.

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Written by rebeccagin

settembre 14th, 2009 at 12:36 pm

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