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Uomini che affrontano la paternità…

Buttare la Tv per il bene dei figli

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Segnalo un interessante dibattito sulle pagine di Linus sull’uso o meno della TV con i figli e relative modalità di gestione.

Non far vedere la televisione ai figli, almeno fino a dodici anni, è un piccolo grande atto rivoluzionario. Vuol dire preservarli da un’estetica del brutto e dal paradigma di Noemi. Così parlò Paolo Landi, direttore della pubblicità di United Colors of Benetton. QUI

Voi come vi comportate? Prima di rispondere potete guardare questo video (EVIDENCE)

Poi potete anche andare a visitare il blog dell’autore e il suo post in merito, riporto qui per praticità la chiusura dell’articolo

Svicolando dal pericolo dell’ortodossia diamo voce, per un attimo, a quelle famiglie che hanno sempre avuto la televisione in casa, a quelle famiglie che sono comunque riuscite ad accompagnare i propri pargoli lungo percorsi di crescita sani e armonici. “Vuol dire che le vite di quei bambini sono sempre state piene di molto altro” dice Paolo Landi. “Amici, sport, creatività.” Il problema, quindi, dico io, non è la presenza della televisione, ma l’assenza della vita. Quando la vita c’è, allora ci può essere anche la televisione. “Certo. Il problema, tuttavia, è che lì dove la vita manca, quasi sempre la televisione va a tappare il buco. Non solo: la televisione resta senza ombra di dubbio un intralcio, anche all’interno dei migliori ambienti educativi. E gli intralci, di solito, non è meglio levarli di torno?”

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Written by Babbo Leo

settembre 16th, 2009 at 6:50 am

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